Quest’anno abbiamo fatto un bellissimo tour in Marocco ed abbiamo visitato le città imperiali.
Il viaggio è stato organizzato nei minimi dettagli: itinerario scorrevole, alloggi confortevoli e nessun imprevisto lungo il percorso. A renderlo ancora più speciale sono state le guide, preparate e appassionate, sempre pronte a condurci non solo tra i luoghi più celebri, ma anche tra angoli nascosti e storie affascinanti.
Il gruppo si è rivelato una vera sorpresa: entusiasmo contagioso, spirito di condivisione e quella complicità che ha trasformato l’esperienza in qualcosa di unico. L’atmosfera? Quasi quella delle gite scolastiche, con risate, curiosità e la sensazione di vivere insieme un’avventura indimenticabile.
Diario di viaggio: dalle città imperiali al deserto
Il nostro viaggio è iniziato a Casablanca, città vivace e moderna, dove tra bar animati e il suggestivo mausoleo abbiamo respirato l’atmosfera cosmopolita del Marocco.
Da lì ci siamo spostati a Rabat, capitale del Paese e sede del Palazzo Reale. Passeggiando tra i suoi tesori, abbiamo ammirato il Mausoleo di Mohamed V, la maestosa Torre Hassan e l’antica moschea incompiuta del XII secolo. La kasbah degli Oudayas, con i suoi vicoli pittoreschi e le case bianche e blu, ci ha regalato scorci indimenticabili.
La tappa successiva è stata Meknes, città imperiale legata alla figura di Moulay Ismail, sovrano contemporaneo del Re Sole. Le sue mura e i suoi palazzi raccontano ancora oggi la grandezza di quell’epoca.
Poi è stata la volta di Fes, la più culturale tra le città imperiali. La sua città vecchia, Fes el-Bali, patrimonio UNESCO, ci ha accolti con un labirinto di stradine animate da mercanti e artigiani, piazze affascinanti e palazzi signorili. Abbiamo visitato la celebre Medersa el Attarin, ci siamo immersi nei pittoreschi souk e abbiamo osservato il lavoro instancabile dei conciatori nel loro quartiere caratteristico. Non è mancata una passeggiata a Fes el-Jedid, la parte nuova della città, con il Palazzo Reale dalle porte dorate e il quartiere ebraico.
Il viaggio è proseguito verso Erfoud. Lungo la strada ci siamo fermati a Ifrane, località montana del Medio Atlante che sembra uscita da una cartolina, immersa in una splendida foresta di cedri.
Abbiamo attraversato Midelt e il passo di Tizi-n-Talghemt, a 1907 metri di altitudine, fino a raggiungere Erfoud, cittadina incastonata nel palmeto di Tafilalet, porta d’ingresso al deserto.
All’alba, il silenzio del deserto di Merzouga è stato rotto solo dal rumore delle nostre jeep. Le dune dorate si stagliavano davanti a noi e, poco a poco, il sole è emerso dietro di esse, tingendo il cielo di sfumature calde e vibranti. Uno spettacolo che resterà impresso per sempre.
Ci siamo rimessi in cammino verso Ouarzazate. Lungo la strada, l’oasi di Tineghir ci ha accolti con il suo immenso palmeto e poco più avanti le gole di Todra ci hanno lasciati senza fiato: una stretta fenditura tra pareti di oltre 300 metri, dove il fiume scorre instancabile tutto l’anno.
Il viaggio è proseguito tra profumi e colori: El Kelaa de Mgouna, celebre per il Festival delle Rose, e l’oasi di Skoura, punteggiata da palme e kasbah. A Ouarzazate abbiamo visitato la kasbah di Taourirt, antica residenza del Pascià Glaoui, un labirinto di stanze e cortili che raccontano storie di potere e tradizione.
Sulla via per Marrakech ci siamo fermati ad Ait Benhaddou, una delle kasbah più affascinanti del Marocco, costruita nel XII secolo lungo l’antica via carovaniera. Attraversando il passo di Tizi-n-Tichka, a 2260 metri, abbiamo ammirato foreste di pini, ginepri e lecci, respirando l’aria fresca della montagna.
Infine, Marrakech: una città che vibra di vita e cultura. Abbiamo passeggiato tra i mosaici del Palazzo della Bahia, esplorato la Medersa Ben Youssef con la sua architettura raffinata e ci siamo rilassati nei famosi giardini Majorelle, straordinaria collezione botanica esotica, oasi di pace e colore. La piazza Djemaa El Fna ci ha travolti con i suoi suoni, colori e profumi: un teatro a cielo aperto, cuore pulsante del Maghreb. Nel souk, tra spezie e tessuti variopinti, abbiamo terminato la giornata immersi in un caleidoscopio di tradizioni.
A conclusione del viaggio, con piacevolissima sorpresa, il nostro presidente ci ha fatto avere in dono, tramite una cara amica residente a Marrakech, un portafortuna noto da secoli nel mondo mediorientale, la Mano di Fatima, simbolo di protezione e speranza.
Pubblichiamo una galleria di foto scattate da alcuni partecipanti.








